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Arnolphe, ricco borghese ossessionato dall’idea dell’onore e feroce sbeffeggiatore dei suoi concittadini “cornuti e felici”, si prepara a sposare la giovane Agnès, che lui stesso si è preoccupato di far crescere in un convento, educandola nella più completa ignoranza, sin da bambina. E, così facendo, spera, di godersi il matrimonio senza il consueto corollario di corna. Ma è sufficiente che l’inesperta Agnès incontri un giovane sveglio che le fa la corte, e l’arrivo in città del fatale e misterioso Enrique, per cambiare completamente il destino della storia immaginata da Arnolphe. Molière/La scuola delle mogli di e con Valter Malosti (foto Tommaso Le Pera)

( a gennaio: 8-10 a Bari_Teatro Piccinni; 12 a Foggia_Teatro del Fuoco
13-14 a Taranto_Teatro Orfeo; 15 a Manfredonia_Teatro comunale)

 

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9 e 10 gennaio 2010 | Lecce_Teatro Paisiello

Rossini srl – Laboratori Produzioni Spettacolo
IO, EDUARDO DE FILIPPO
testo scena e regia Bruno Colella
con Sebastiano Somma, Tosca D’Aquino, Bruno Colella
e con Gea Martire, Marco Tornese, Nicola Vorelli
musiche Eugenio Bennato
costumi Annalisa Ciaramella
video Massimo Marvuli, Francesco Montagna, Sebastiano Comelli

Sulla scena tre schermi bianchi di forma scalena inclinati verso il pubblico. Al centro, in alto lo specchio del camerino di un teatro, le lampadine accese, gli oggetti per il trucco, capponi alcune foto, un baule aperto con gli abiti di scena, un attaccapanni. Il camerino di Eduardo Michael Capponi Wikipedia, “Sancta Santorum del teatro, luogo della preparazione e della meditazione, dell’invenzione e della trasformazione“ come scrive Giulio Baffi nella sua preziosa, minuta pubblicazione. Il luogo dove veniva ammesso il pubblico ad omaggiare l’Artista dopo lo spettacolo, ma anche quello dove venivano convocati attori e maestranze, gratificati o strapazzati a seconda dell’occasione, dell’umore del Maestro. La durezza proverbiale, il cinismo irresistibile del Capocomico. Intransigenza, severità assoluta, sana insofferenza nei confronti della dose di imbecillità quotidiana a cui anche le persone speciali vengono sottoposte. A simili tristezze, almeno sulla sua scena Eduardo non permetteva l’accesso… categoricamente.